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Una vita più semplice. Decluttering, minimalismo e crescita personale

Ad Aprile dello scorso anno ho preso la decisione migliore della mia vita, quella di rivolgermi ad una psicoterapeuta. Sentivo di essere in un momento di forte cambiamento, ma non avevo gli strumenti adatti per imprimere una direzione a questa sensazione; ho quindi deciso di affidarmi ad una professionista. A distanza di mesi posso dire che non avrei potuto fare scelta migliore, perché non solo mi ha aiutata a trovare il mio centro, ma soprattutto mi ha aiutata a fare ordine nella mia vita e – di riflesso – anche nella mia casa.

Vivere in 45 mq può rivelarsi semplice, oppure no. Dipende tutto da come si riempiono gli spazi. E da quanto si è disordinati.
Per molti anni ho avuto la tendenza ad accumulare. Abiti, ma anche scarpe, rossetti, vecchi ricordi, cose che forse un giorno potevano servirmi, i pantaloni di quando andavo alle superiori, mug, tazzine, coperte, tovaglie e chi più ne ha più ne metta. Ecco, non dico che avrei potuto finire in una puntata di “Sepolti in casa”, ma nemmeno che Villa Vanessa fosse davvero vivibile. Ho accumulato per riempire dei vuoti, ma quando quei vuoti sono stati colmati in modo sano tutte quelle suppellettili hanno iniziato a causarmi un senso di soffocamento. E per stare bene ho iniziato il processo di rinnovamento con il decluttering.

Ho cominciato con il guardaroba, stanca di vederlo stracolmo e non trovare mai nulla da mettere. Che sembra un paradosso, lo so, ma giuro che sono stata anni ad indossare sempre le stesse cose. Quelle con le quali mi sentivo maggiormente a mio agio, pur avendo gli armadi pieni. Così un giorno mi sono svegliata ed ho tirato fuori tutto, ma proprio tutto, dalle ante del guardaroba, ed ho rimesso dentro solo le cose che volevo effettivamente tenere. Via quello che non mi piaceva, quello che non mi stava bene, quelle con i colori sbagliati o quelle di taglie che non mi entrano più. Il risultato? Sette sacchi neri colmi di cose da regalare. Si, perché sono contraria allo spreco, e molte cose non solo erano in ottime condizioni, ma avevano addirittura il cartellino attaccato. ( E di questo poi parleremo in modo più approfondito in un altro post!). Cose che a me non servivano, ma che hanno fatto la felicità delle mie amiche. Quello che non è stato scelto da loro è stato regalato a famiglie che ne avevano bisogno, e questo mi ha fatto stare bene. Mi ha fatta sentire più leggera.
Il mio intento è quello di riuscire, nel tempo, a crearmi un capsule wardrobe di brand etici, che mi consenta di fare mix & match con i capi che mi piacciono e che mi fanno sentire confident, senza passare le ore a fissare l’armadio indecisa su come abbinare le cose.

Il secondo step è stato quello del decluttering nel mobile dei trucchi. Ho tolto tante, tantissime cose che non uso. Una parte le ho regalate alle mie amiche, tutto il resto verrà donato. Sto pensando di organizzare un aperitivo per fare in modo di regalare tutte le cose, affinché vengano “adottate” da qualcuno che le ami e che non le lasci inutilizzate nei cassetti come ho fatto io. La mission più difficile sarà quella di eliminare le scarpe, che ho collezionato per anni. Ma sono arrivata in quel momento della vita in cui non mi servono le cose per stare bene. La mia scarpiera contiene tantissime decollete di brand più o meno altisonanti, per questo prima di regalarle voglio provare a rivenderle attraverso siti specializzati, passando poi per le varie piattaforme tipo eBay e Subito.it fino ad arrivare a regalare tutto il resto. Ne terrò qualcuna, quelle più versatili, per non ritrovarmi da qui a qualche mese a doverle ricomprare, ma no, non ho bisogno di 50 paia di scarpe. Nessuno ne ha davvero bisogno.

Proprio in questo periodo di cambiamento è arrivata la serie su Netflix con Marie Kondo, che ovviamente hi divorato. In due giorni avevo terminato le puntate, avida di informazioni.
In passato non avevo letto i libri – e da Dicembre sto attendendo che Mondadori mi consegni quelli che ho ordinato, e quindi volevo quanto più possibile capire come fare spazio ma soprattutto ordine. Non ho fatto miei tutti i principi di Marie, tipo il modo di piegare le i capi di abbigliamento, ma ho imparato tante strategie utili per tenere in ordine le mie cose. Dopo una vita di caos ho scoperto che è bello avere le cose sistemate in modo ordinato, sono più belle da vedere e soprattutto più facili da trovare.

E all’inizio del 2019 ho fatto un’altra riflessione : ho troppe cose. TROPPE.

Per vivere una vita serena non c’è bisogno di questo accumulo compulsivo, tra l’altro in completa antitesi con la mia scelta di una vita green. Ho deciso quindi che il passo successivo doveva essere quello del minimalismo. Come sempre senza estremismi, ma in modo ragionato. Ho iniziato a vedere video e ad informarmi meglio, ed ho intenzione, nel tempo, di ridurre notevolmente le cose in mio possesso. Proprio in questi giorni ho letto il libro “Solo bagaglio a mano” di Gabriele Romagnoli, consigliatomi dalla mia amica Nunzia Cillo, che non sarebbe potuto capitare in un momento migliore. Un saggio ricco di spunti di riflessioni proprio sul tema della leggerezza e sul liberarsi dalle zavorre della vita. Ho voglia e bisogno di approfondire ancora questo tema, per cui se avete libri, saggi, video o altro da consigliarmi sentitevi liberi di scrivermelo nei commenti.

Tutto questo sproloquiare di oggi era solo per dirvi che sto imparando a vivere una vita più semplice, e che questo mi fa stare bene. Ci sono ancora molte zone di casa ( e di me ) che devo “sistemare”, ma tessera dopo tessera questo puzzle sta prendendo forma.

E volevo condividere con voi questa sensazione di leggerezza.

Autore : sofashion

8 Commenti

  • Marica

    E’ davvero bellissimo quello che scrivi, il percorso che hai deciso di intraprendere. E’ proprio vero che mettere ordine in noi stessi ci spinge poi a farlo anche nella nostra vita quotidiana, nelle cose che abbiamo.
    Come sai, condivido pienamente la filosofia che hai abbracciato: non ci sevono tante cose per vivere, non ci servono 50 paia di scarpe, 100 vestiti e quintali di trucco. Non è necessità, è consumismo, è spreco.
    E’ che siamo talmente abituati a vivere così che non ce ne rendiamo nemmeno più conto. E invece bisognerebbe più spesso pensare a come si faceva una volta, alle nostre nonne, che non avevano tutto quello che abbiamo noi ma erano bellissime lo stesso e vivevano bene lo stesso. E forse erano anche più felici, nonostante le difficoltà.
    Ti ringrazio per questo articolo, mi hai dato modo di pensare e di commuovermi, e per me è sempre bello quando succede.

    • Vanessa

      Marica dovremmo davvero fare un bel passo indietro, tornare a vivere con meno imparando ( di nuovo ) l’arte del riparare le cose. Oggi se si rompono le scarpe le buttiamo e ne compriamo di nuove, prima le avremmo portate dal calzolaio. Ma così come le scarpe questo discorso è applicabile a tutto. Chissà se ci sveglieremo da questo stato di assuefazione all’avere troppo di tutto…

  • Linda

    Questo articolo è pieno di spunti stimolanti Vanessa, ti auguro di riuscire a realizzare tutto quanto.
    Di recente pure io ho fatto ordine nell’armadio e ho regalato due sacchi pieni di abiti ed accessori a chi ne aveva davvero bisogno. E mi sono sentita felice

    • Vanessa

      Linda grazie.
      Anche io ho provato un bel senso di benessere liberandomi delle cose che avevo in casa. Ora mi sento meglio, ma so che il percorso è appena iniziato.

  • Ilenia

    Vane queste tematiche mi interessano un sacco. Io negli ultimi anni ho fatto un po’ di pulizie nell’armadio, ma ancora ho molto da fare. Ti dirò, il metodo di piegare della Kondo, l’ho applicato al cassetto dell’intimo e mi ha rivoluzionato l’esistenza. Prima, ogni due settimane, dovevo riordinarlo XD

    • Vanessa

      Ile, onestamente.. a me il metodo di piegare della Kondo manda letteralmente ai matti XD QUello che però mi serviva era un metodo, delle basi da cui inizare. Ho acquistato anche i libri, più uno della svedere Margareta Magnusson, che parla sempre di decluttering, perchè voglio davvero imparare a vivere con meno cose

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